Aggiornato a Giugno 2026
Cos’è il CIN e perché è importante per gli affitti brevi?
Il Codice Identificativo Nazionale (CIN) è un codice alfanumerico obbligatorio che identifica in modo univoco ogni struttura ricettiva extra-alberghiera in Italia. Riguarda tutte le attività legate agli affitti brevi, comprese case vacanza, B&B, agriturismi, affittacamere e appartamenti gestiti da property manager.
Obiettivi principali del CIN
- Tracciabilità degli immobili destinati all’ospitalità turistica
- Contrasto all’evasione fiscale
- Maggiore sicurezza per gli ospiti
- Uniformità normativa a livello nazionale, nonostante le differenze regionali
Per chi gestisce più appartamenti o strutture, il CIN non è solo un codice amministrativo: è un elemento da inserire stabilmente nei processi di gestione, nei flussi di pubblicazione e negli adempimenti fiscali. Questo vale sia per chi opera in autonomia sia per chi usa software, channel manager o portali di prenotazione.
Cosa dice la normativa sul CIN?
Il quadro normativo degli affitti brevi nasce con il Decreto Legge n. 50/2017, che definisce le locazioni brevi. Il Codice Identificativo Nazionale è stato poi introdotto e reso operativo dalla normativa successiva, in particolare con l’intervento dell’art. 13-ter del D.L. 145/2023 e con il rafforzamento degli obblighi previsto dalla Legge di Bilancio 2024 (Legge n. 213/2023).
Oggi il codice deve essere:
- Esibito all’ingresso della struttura in modo visibile, salvo impedimenti materiali o vincoli urbanistici o condominiali
- Pubblicato su annunci e canali di promozione pertinenti, inclusi Airbnb, Booking, Vrbo, siti web e social media
- Associato correttamente all’unità immobiliare o alla struttura di riferimento, anche se gestito da un unico property manager
Chi deve richiederlo?
Il CIN è obbligatorio per chiunque metta a disposizione un immobile per l’ospitalità turistica, a titolo oneroso. Questo include:
- Proprietari privati che affittano case vacanza
- Agenzie immobiliari e property manager
- Gestori di B&B, agriturismi, affittacamere
- Società che operano nel settore ricettivo extra-alberghiero
I property manager e gli altri intermediari devono verificare che gli immobili gestiti siano correttamente identificati con il CIN e che il codice sia riportato negli annunci secondo la normativa vigente.
Come si ottiene il CIN?
Il Codice Identificativo Nazionale (CIN) è ormai attivo su tutto il territorio italiano. Il Ministero del Turismo, in collaborazione con le Regioni, ha reso disponibile il portale nazionale ufficiale per la richiesta del CIN: https://bdsr.ministeroturismo.gov.it/
Il CIN viene rilasciato attraverso la Banca Dati delle Strutture Ricettive (BDSR), gestita dal Ministero del Turismo, previa autenticazione con SPID o CIE.
È importante verificare anche eventuali adempimenti o requisiti specifici previsti dalla propria Regione. Infatti, il CIN non sostituisce automaticamente gli eventuali codici identificativi regionali. Se la normativa della tua Regione prevede ancora un codice regionale (ad esempio CIR), dovrai continuare a rispettare anche gli obblighi locali.
Documentazione richiesta (tipica):
- Dati catastali dell’immobile
- Visura aggiornata
- Dati del proprietario/gestore
- SPID o CIE per l’accesso
- Titolo di disponibilità dell’immobile, se diverso dalla proprietà
- Eventuali autorizzazioni o comunicazioni previste a livello locale, se applicabili
- Dati aggiuntivi richiesti in base alla tipologia della struttura

Come utilizzare il CIN correttamente
Una volta ottenuto, il CIN deve essere utilizzato in modo corretto per evitare sanzioni.
Dove deve essere riportato:
- All’interno degli annunci online su OTA come Airbnb, Booking.com, Expedia, ecc.
- Su siti web personali e portali dedicati
- In eventuali brochure cartacee o materiali promozionali
- All’esterno dell’immobile, ben visibile (ad esempio su una targhetta o cartello)
Come inserire il CIN su Booking.com, Airbnb e Vrbo
Dopo aver ottenuto il CIN, è fondamentale inserirlo correttamente nei tuoi annunci online, altrimenti rischi la sospensione o la rimozione della struttura dalle piattaforme OTA. Ecco come farlo sulle principali Online Travel Agencies.
Le interfacce possono cambiare nel tempo, quindi il percorso esatto può variare leggermente in base all’account e all’area geografica.
Booking.com
Booking.com consente di inserire il CIN (o CIR, dove previsto) direttamente dalla Extranet.
Passaggi:
- Accedi all’Extranet di Booking.com
- Vai alla sezione “Struttura” > “Informazioni generali”
- Cerca il campo “Codice Identificativo” o “CIR/CIN”
- Inserisci il codice esattamente come fornito dalla Regione o dal portale nazionale
- Salva le modifiche
Airbnb
Airbnb richiede il CIN nei mercati dove la normativa lo prevede, e mostra un campo dedicato durante la pubblicazione o modifica dell’annuncio.
Come fare:
- Accedi al tuo account su Airbnb.it
- Vai a “Annunci” > seleziona l’annuncio > “Impostazioni” > "Normative"
- Nella sezione “Aggiungi il tuo codice identificativo nazionale (CIN)" , clicca su "Inizia" e inserisci tutti i dati richiesti
- Salva le modifiche
Vrbo (ex HomeAway)
Vrbo è molto attenta alla normativa italiana e richiede l’inserimento del CIN/CIR per evitare la rimozione degli annunci. Vrbo permette di inserire il CIN nella sezione dedicata alla conformità normativa.
Istruzioni:
- Accedi al tuo account su Vrbo.it
- Seleziona l'annuncio interessato
- Vai su “Normative locali" > "Adempimento normativo" > "Aggiorna adempimento normativo"
- Seleziona "Modifica la registrazione"
- Inserisci o aggiorna il CIN e salva
Le piattaforme possono limitare o rimuovere annunci privi del CIN quando richiesto dalla normativa o dalle proprie procedure di conformità.
Sanzioni previste per chi non rispetta l’obbligo
L’obbligo del CIN non è facoltativo: le sanzioni previste sono importanti e possono colpire anche i property manager.
Sanzioni amministrative:
- Da 800€ a 8.000€ di sanzione pecuniaria al titolare della struttura per assenza del CIN
- Da 500€ a 5.000€ per struttura in caso di mancata esposizione o indicazione del CIN
- Limitazione o rimozione dell’annuncio da parte delle piattaforme OTA se privo di codice, in base alle loro politiche e agli obblighi normativi
Per un property manager con decine di strutture, la mancata gestione del CIN può avere conseguenze economiche gravissime.

Conclusioni
Il CIN per affitti brevi ha ormai segnato un passo importante verso una maggiore trasparenza e legalità nel settore extra-alberghiero italiano. Oggi non è più solo un adempimento formale, ma un codice da usare in modo coerente nella registrazione, negli annunci, nell’esposizione e negli altri obblighi collegati alla gestione della struttura. Per i property manager, essere aggiornati e conformi non è solo un obbligo normativo, ma anche un vantaggio competitivo.
Anche se il processo può sembrare complesso all’inizio, con le giuste informazioni e una gestione organizzata degli annunci, è possibile evitare sanzioni e lavorare in piena regola.
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Come e4jConnect semplifica la gestione degli annunci (e ti aiuta a restare conforme)
Anche se l’inserimento del CIN va fatto manualmente sulle Extranet di Airbnb, Booking.com e Vrbo, e4jConnect ti aiuta a mantenere una gestione centralizzata e coerente di tutte le informazioni relative alle tue strutture.
Con e4jConnect puoi:
- Gestire descrizioni, disponibilità e tariffe da un’unica interfaccia
- Sincronizzare rapidamente le modifiche su tutti i canali OTA
- Ridurre il rischio di errori o incongruenze tra le piattaforme
- Mantenere il controllo completo sulle tue proprietà, anche se numerose
Questo ti permette di aggiornare rapidamente ogni annuncio, sapendo esattamente quali dati sono stati pubblicati su ogni portale. Un grande vantaggio, soprattutto se gestisci più strutture e collabori con diversi proprietari.

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Domande frequenti sul Channel Manager per Case Vacanza
l CIN (Codice Identificativo Nazionale) è un codice obbligatorio per identificare ogni struttura ricettiva ad uso turistico, introdotto dalla normativa italiana per regolare gli affitti brevi.
Tutti: proprietari privati, gestori professionali, agenzie immobiliari e property manager. Vale anche per chi affitta saltuariamente un appartamento su Airbnb o Booking.
Sì. Le piattaforme possono sospendere o rimuovere l’annuncio se manca il codice identificativo obbligatorio.
Ogni piattaforma ha un campo dedicato per il numero di licenza o codice identificativo. Inseriscilo nella sezione “dettagli locali” o “informazioni sulla struttura”.
Sì, la normativa prevede l’adozione di un codice nazionale uniforme, anche se alcune Regioni hanno già attivi codici regionali (es. Lombardia, Veneto, Toscana). Il nuovo CIN sostituirà (o integrerà) quelli esistenti, ma sarà comunque necessario aggiornare gli annunci con il formato richiesto a livello nazionale.
Sì. Anche per attività non imprenditoriali o occasionali (sotto i 30 giorni), il CIN sarà richiesto. L'obiettivo è censire tutti gli immobili destinati a uso turistico, indipendentemente dalla forma fiscale o dalla durata del soggiorno.
No. Ogni unità immobiliare autonoma deve avere un CIN distinto. Anche se gli appartamenti si trovano nello stesso stabile o vengono gestiti dallo stesso soggetto, non è possibile usare un solo codice.
Ad oggi non sono previste tasse o costi di rilascio da parte dello Stato o delle Regioni, ma in futuro alcune amministrazioni locali potrebbero prevedere oneri di segreteria o spese accessorie. È sempre consigliabile consultare il sito della propria Regione.